VINO, STRATEGIE DI LEADERSHIP PER IL VINO ITALIANO.
(Roma, 9 maggio 2012). Consolidare i risultati raggiunti, incrementare il successo dell’export del vino italiano, potenziare la conoscenza dei mercati e delle politiche di  finanziamento europeo e nazionale al fine di sviluppare la leadership enologica del Belpaese nel mondo. Sono questi i temi  della giornata di formazione e informazione per gli operatori del settore firmata da IEM, International Exhibition Management e da A&Elle Associati, in collaborazione con l’Istituto Grandi Marchi.

GRANDI MARCHI: QUANDO FARE SQUADRA DIVENTA UN ESEMPIO DI LEADERSHIP.
OSSERVATORIO DEL VINO SDA BOCCONI: I PARAMETRI PER ESSERE LEADER SUI MERCATI INTERNAZIONALI.
“Se fino a 20 anni fa il vino italiano deteneva quote di mercato marginali per volume e valore nel mondo, oggi i numeri ci dicono che il nostro Paese ha conquistato posizioni di leadership o co-leadership con altri Paesi nostri competitor; Francia in primis”. E’ questa la sintesi dell’evoluzione del vino italiano sui mercati internazionali tracciata da Piero Antinori, presidente dell’Istituto Grandi Marchi, che ha aperto i lavori del convegno.
Una scalata, quella del vino italiano, resa possibile da campagne promozionali e azioni educazionali strategiche come quelle adottate, in questi 10 anni circa, dalle 19 cantine associate all’Istituto, in nome della qualità e della cultura di uno dei prodotti simbolo del made in italy nel mondo che, nel 2011, ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro di export. “Se i dati ci dimostrano che in alcuni Paesi, come il Canada – ha proseguito Antinori – il vino italiano può dirsi consolidato, non altrettanto lo è nei cosiddetti mercati emergenti che richiedono uno sforzo di sistema per inserirsi e posizionarsi”.  E l’Istituto Grandi Marchi è proprio un esempio di ‘sistema’ che ha giocato il ruolo di apripista in molti mercati internazionali. Infatti l’Istituto, dalla sua costituzione, si è reso protagonista di circa 200 iniziative promozionali internazionali, e ha creato più di 15.000 contatti tra gli addetti ai lavori, raggiungendo centinaia di migliaia di consumer.
L’Istituto Grandi Marchi rappresenta per il vino italiano l’espressione strategica per raggiungere obiettivi di business: un gruppo di aziende leader, che corrono insieme per valorizzare il vino italiano nel mondo, sfruttando il potere dell’immagine delle grandi etichette e al contempo la qualità e cura che caratterizzano le piccole aziende familiari.
Un’interpretazione avvalorata anche dall’Osservatorio del vino Sda Bocconi che ha firmato, per l’occasione, un’indagine sui parametri distintivi che caratterizzano la leadership nel settore del vino: qualità dei prodotti, capacità organizzativa, forza dei brand in portafoglio. Le aziende vinicole censite dalla Bocconi dimostrano, infatti, una radicata italianità; un’attenzione alla cura del prodotto che comprende valori come storia, famiglia e cultura del territorio; un forte orientamento al mercato e alla redditività.

CANADA : IL VINO ITALIANO CONTINUA A CRESCERE.
Il vino italiano attraversa l’Atlantico e conquista un posto di primo livello tra le preferenze dei wine lover canadesi. Questo è quanto è emerso dalle osservazioni condotte dai monopoli canadesi, SAQ e LCBO che rappresentano i maggiori importatori di vino al mondo.
Le analisi di mercato condotte dalla SAQ, monopolio del Quebec, evidenziano la leadership dell’Italia del vino in Canada, con un’impennata, in dieci anni, del  112% in valore e con prospettive di ulteriore crescita. Il Quebec ha importato, nel 2011, quasi 143milioni di ettolitri (+6,96%), per un valore di circa 757milioni di dollari US (+17,85 dal 2009). Nel dettaglio, il mercato del vino italiano in Canada, vede protagonisti i vini veneti, seguiti dai vitigni toscani ed emiliani.
L’Ontario è la seconda provincia per importazione di vino italiano in Canada. Nel 2011, a fronte di una contrazione per volume (-2,92%, oltre 109.400mila ettolitri), l’Ontario ha fatto registrate per il vino italiano un incremento per valore che ha superato i 7 punti percentuali, raggiungendo quasi 592milioni di dollari USA.  
Secondo i dati del Liquor Control Board of Ontario, la campagna ‘My Italy’, che comprende anche il film “Discover Italy”, la coproduzione italo canadese realizzata in collaborazione con l’Istituto Grandi Marchi e I.E.M, ha permesso, in un solo mese, di incrementare del 54,8% le vendite di vino italiano in Ontario (vino rosso + 60,8%; vino bianco + 54,5% e bollicine + 35,1%). A trainare i consumi soprattutto il pinot grigio che ha raggiunto il 38% delle preferenze, seguito dal sangiovese (18%) e dal Montepulciano (12%).

PAC E OCM: LIMITI E OPPORTUNITA’ DI BUSINESS DALLA POLITICA EUROPEA
Sotto la lente di ingrandimento del convegno anche le criticità provenienti dalla nuova Pac, Politica agricola comunitaria, che considera la globalizzazione un’opportunità più che un rischio. Sul tavolo della discussione la questione della contribuzione europea che ci ha visto, nel 2010, contribuire al bilancio europeo per 15miliardi di euro, con uno storno verso il nostro Paese di soli 10miliardi. Un dato, questo, che colloca l’Italia tra i principali sostenitori economici della politica europea e, paradossalmente nello stesso tempo, detentore di un saldo negativo.
Per quanto riguarda le misure Ocm,  l'Italia,  nel 2011, è risultata destinataria di contributi comunitari (liquidati o previsti) per quasi 300milioni di euro destinati prevalentemente a finanziare le politiche di internazionalizzazione del vino italiano secondo progetti vagliati e accettati dalle autorità preposte, che diventeranno quasi 350milioni nell’anno in corso. In crescita il budget Ocm riservato alle attività di promozione nei Paesi terzi: 40milioni di euro circa nel 2011, raddoppiati per il 2012 fino a una previsione che tocca i 100milioni di euro nel 2013. In pole position per utilizzo le regioni di nord est, seguite da quelle di nord ovest e regioni del centro, mentre sud e isole si rivelano tra le minori utilizzatrici chiudendo così la classifica.