VINO, ISTITUTO GRANDI MARCHI ALLA CONQUISTA DELLA THAILANDIA, MERCATO IN ESPANSIONE E NUOVO SBOCCO PER MADE IN ITALY ENOLOGICO

 


Tokyo, 19 novembre 2012. Parte dal Giappone per concludersi in Thailandia la quattro giorni dell’Istituto Grandi Marchi dedicata al vino italiano in Asia: da Tokyo e Osaka fino a Shanghai e Bangkok. Se Giappone e Cina sono ormai tappe tradizionali dell’attivita’ dell’Istituto, un’ assoluta novita’ per le 19 cantine simbolo del vino italiano nel mondo e’ rappresentata invece dalla tappa del 23 novembre nella capitale thailandese che sempre più identifica il vino di qualità come status symbol. Un mercato in espansione, quello del vino italiano in Thailandia. Infatti con 24.300 ettolitri il nostro Paese è leader per l’export in volumi e secondo fornitore in valore (2,6 mln di dollari) dopo la Francia (12,7 mln usd).
Tra i vini preferiti dai thailandesi prevalgono i rossi che rappresentano il 70% del mercato, anche se il consumo di vino è ancora limitato ad una fascia di popolazione con reddito medio-alto e di età compresa tra i 25 e i 55 anni.
Per il presidente dell’Istituto Grandi Marchi, Piero Antinori: “Il mercato thailandese offre grandi opportunità per il vino italiano. La quota di vino consumato è pari al 10% della popolazione e il prodotto da solo rappresenta il 3% del mercato delle bevande alcoliche nel Paese. Tuttavia, se da una parte aumenta il numero dei consumatori, dall’altra l’elevata tassazione e le imposte interne rappresentano ancora fattori limitanti per la crescita. Il consumo di vino importato dai paesi europei ha una lunga storia in Thailandia – ha concluso Antinori - ma negli ultimi tempi si registra una forte penetrazione di vini provenienti dall’Australia e dal Sud America con prezzi molto concorrenziali”. Per fortuna i vini made in Italy rimangono in Thailandia ancora i più popolari assieme a quelli francesi, anche se il prezzo resta il fattore determinante per la scelta, assieme al packaging e all’etichettatura.

Le 19 aziende dell’Istituto Grandi Marchi - rappresentative della produzione di ben 12 regioni - esprimono complessivamente un fatturato di 420 milioni di euro di cui il 60% realizzato all’estero e rappresentano quasi il 6% del valore export del vitigno Italia.
Istituto del vino italiano Grandi Marchi: Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Cà del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Ambrogio e Giovanni Folonari, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi.

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